La Settimana del Gusto
Dal 17 al 27 settembre 2020
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editoriale 2020

Editoriale 2020 – Tornare alla terra, tornare al buon senso

Una diversa forma di vita si è ripresa i propri diritti. E tuttavia nelle nostre teste si scontrano immagini contraddittorie legate al cibo. I mercati contadini vietati sulle nostre piazze, e i supermercati che non hanno mai chiuso. Le vendite presso le fattorie rilanciate e reinventate, con file interminabili, e i «fast food drive» presi d’assalto una volta finito il lockdown. A tutto ciò si aggiunge il fatto che le persone più svantaggiate, venute a cercare i mezzi per la loro sussistenza nel paese più ricco del mondo, sono uscite dall’ombra…

Dietro ogni pacchetto di lievito o di farina ritrovati c’è la ricerca di una rassicurazione, e il desiderio che il nuovo atteggiamento diventi un’abitudine. Che almeno una piccola percentuale di persone scelga la vendita diretta e riscopra il posto della cucina nella vita quotidiana…

Dietro la questione sanitaria si profila la questione del diritto al cibo per tutti. Una questione che diventa sempre più centrale per i suoi nessi con la distruzione degli ecosistemi provocata dall’agricoltura industriale, con tutto ciò che ne consegue: riduzione della biodiversità, allevamento intensivo ecc. E che può spingerci a tornare alla terra – e con i piedi per terra.

In Svizzera, in vent’anni un terzo delle fattorie è scomparso. Le condizioni di vita dei contadini sono peggiorate. L’apertura dei mercati comprime i prezzi mentre la percentuale dedicata al cibo del budget familiare è ormai scesa al 6%, praticamente niente. Questo «niente» giustifica lo spreco alimentare: si arriva a gettare fino al 35% degli alimenti.

L’uniformità del gusto va di pari passo con la scomparsa della diversità vegetale e animale. Il cibo finisce per non dire più nulla alla popolazione, si perde il senso della convivialità e sono sempre più numerose le persone che mangiano in fretta e da sole. Al centro di questo sistema ci sono le grandi catene del settore agro-alimentare.

Da vent’anni organizziamo la Settimana svizzera del Gusto e possiamo dire di aver contribuito al cambiamento della percezione quotidiana del cibo nel nostro paese. Con Slow Food, che opera a livello planetario, pensiamo che sia indispensabile ridare senso all’alimentazione come diritto fondamentale dell’umanità. L’emergere di comunità di mangiatori che sostengono la biodiversità gustativa è un elemento centrale della presa di coscienza globale. Il grande cambiamento è che i produttori non sono più soli di fronte all’industria agro-alimentare, i mangiatori sono diventati i loro alleati.

Festeggiamo i nostri primi vent’anni con un Padrino del Gusto d’eccezione, uno chef di grande umiltà, Franck Giovannini, che ha firmato l’appello svizzero per il diritto di mangiare bene. Heidiland, che si estende in due cantoni diversi, sarà la Regione svizzera del Gusto 2020.

Torniamo alla terra, riscopriamo il territorio, la sua biodiversità, il suo patrimonio di gusto. Festeggiamo insieme il ritorno del buon senso nel campo della nostra alimentazione quotidiana! È questa la nostra speranza e la nostra ambizione.

Josef Zisyadis, direttore della Fondazione per la promozione del Gusto, co-presidente di Slow Food Svizzera, membro del Comitato nazionale svizzero della FAO (CNS-FAO)

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